MARCO BONANOMI VINCE LA RIEVOCAZIONE STORICA DEL MOTOGIRO D’ITALIA

MOTO CLUB TERNI– L. Liberati P. Pileri

MOTOGIRO D’ITALIA 2019 (28^ edizione)

26 MAGGIO – 1° GIUGNO   

COMUNICATO STAMPA

MARCO BONANOMI VINCE LA RIEVOCAZIONE STORICA DEL MOTOGIRO D’ITALIA

NELLE ALTRE CATEGORIE SI IMPONGONO: MICHAEL CASSEL (Classic) – ANDREA ANGIOLINI (Vintage)  LODE GEREMJ (Eritage) – MARINO LINO (Motoclub) – CLAUDIO ANTONACI (Cafè Race)  

Tivoli (RM) Marco Bonanomi su MV Agusta CTLS 175 del 1955, è il vincitore della ventottesima edizione della Rievocazione Storica del Motogiro d’Italia, organizzato dal Moto Club Terni L. Liberati – P. Pileri e realizzata in collaborazione con la Federazione Motociclistica Italiana  e Internazionale. Per il comasco di Merate è questa la seconda vittoria, dopo quella ottenuta nel 2015, nella gran fondo delle moto d’epoca che si è concluda sabato primo giugno a Tivoli (RM), da dove la manifestazione era partita lunedì 27 maggio. Oltre 1500 i chilometri percorsi divisi in sei frazioni. I concorrenti, molti dei quali stranieri, oltre a Tivoli hanno fatto tappa a Roccaraso (AQ), Montesilvano Marina (PE) e Terni, scorrazzando in lungo e in largo fra Abruzzo, Marche e Lazio.

Oltre alla categoria Rievocazione Storica, la più prestigiosa e che si richiama direttamente alla corsa che si è svolta in Italia dal 1953 al 1957, utilizzando le moto costruite in quegli anni, la manifestazione prevedeva altre classi in gara nelle quali si sono affermati: il tedesco Michael Cassel su Benelli sei del 1978 fra le Classic, l’umbro di Nocera Andrea Angiolini su Gilera Giubileo 200 del 1965 nella Vintage, il britannico Jeremy Lode su  Rudge Ulster 500 del 1937, il viterbese Marino Lino su scooter LML 200 Star nella Motogiro che raggruppa mezzi di epoche e tipologie diverse e il giornalista Claudio Antonaci in sella alla Ducati Scrambler 1100 nella Cafè Racer, una classe tristica di recente istituzione.

La manifestazione che ha visto al via un centinaio di partecipanti, è stata avversata dal mal tempo che in tutte le tappe ha costretto alcuni a fermarsi per recuperare energie e per riparare le moto che non hanno retto all’inclemenza del meteo che, soprattutto nei primi quattro giorni di gara, non ha concesso tregua con forte e ininterrotta pioggia e temperature che in quota hanno sfiorato lo zero, tanto da trovare spesso neve, ai margini della strade.

Il percorso di gara messo a punto dagli organizzatori è stato ritenuto da tutti i partecipanti uno dei più belli spettacolari degli ultimi anni, con strade ricchissime di curve e lunghi tratti anche molto impegnativi che hanno fatto in più occasioni la selezione, tanto da costringere i partecipanti a saltare le soste in programma per evitare di arrivare in ritardo ai controlli cronometrici.

Si sono attraversate molte realtà duramente colpite dal terremoto del 2016 compresa la città di Amatrice e le altre del cratere, dove nonostante la situazione ancora drammatica, la Pro Loco e il comune hanno organizzato una splendida accoglienza a l’intera carovana, così come è accaduto in tutte le sedi intermedie delle tappe, dove le associazioni pubbliche e private di promozione del territorio, hanno fatto a gara ad organizzare super rinfreschi a base di prodotti gastronomici locali che hanno ottenuto grandi apprezzamenti soprattutto dai numerosi stranieri, molti dei quali hanno scoperto per la prima volta sapori e profumi a loro sconosciuti.

Venendo alla gara, perché va ricordato che anche se di regolarità il Moto Giro è sempre una gara, questa ha visto in particolare nella classe Rievocazione Storica, un incertezza che non si riscontrava da anni, con cinque piloti che sino la fine si sono disputati la vittoria. A giro di boa di Montesilvano l’olandese Erik Willemse (Moto Guzzi Lodola 175) già vincitore di numerose edizioni sembrava riuscire ad avere la meglio, ma poi nelle ultime tre frazioni è accaduto di tutto, prima con l’esperto medico folignate Marco Tomassini (Gilera Super Sport 175) campione in carica che dopo gli errori commessi nelle prime quattro tappe, si è scatenato vincendo le successive e recuperando oltre che sull’olandese anche su Bonanomi vincitore della quarta frazione, così alla partenza della tappa conclusiva in tre si sono ritrovati racchiusi in una manciata di punti.

Decisiva è stata l’ultima prova di abilità svoltasi nello splendido contesto dell’Anfiteatro Bleso, ai piedi del castello di Tivoli, dove prima, la moto di Willemse ha fatto i capricci nel tratto cronometrato per poi zittirsi definitivamente appena superata la fotocellula di fine prova, poi Tomassini registra un percorso netto e si porta al comando ma Bonanomi riesce a contenere il distacco in meno di una frazione di secondo, cosa che per un punto gli assicura la vittoria finale davanti a Tomassini e all’olandese. Quarto termina il romano Paolo Mattioli (Morini Tre Sette) e quinto il lombardo Giacomo Viganò (Morini GT), ai quali sono state fatali rispettivamente i ritardi della prima e seconda tappa.

Altrettanto combattuta è stata la Classic, riservata alle moto di qualunque cilindrata costruite fra il 1970  e il 1980 vinta, come detto dal tedesco Cassel che ha così bissato il successo dello scorso anno. Il pilota delle conservatissima e splendida Benelli sei cilindri, la spuntata per un solo punto, anch’egli all’ultima speciale, sul britannico Bill Haistone (Yamaha XS 1100), terzo l’inglese della Laverda Jota Mark Morris.

Meno avvincente delle precedenti è stata la Vintage riservata ai mezzi costruiti fra il 1960 e il 1970, dove Andrea Angiolini ha avuto la meglio sul plurivincitore della categoria Silvano Fabbri che ha guidato per due terzi di gara con un tutore alla mano sinistra a causa di uno schiacciamento tendineo che gli ha procurato diversi problemi. Ha completato il podio Mauro Fortunati su Gilera Giubileo.

Arrivo allo sprint anche nella categoria Motogiro, dove l’espertissimo ex ingegnere minerario Marino Lino ha prevalso per un solo punto sul britannico Roger Manninger (Moto Guzzi Lario V65). Il vincitore dopo aver dominato le prime quattro tappe ha rischiato di compromettere tutto nell’ultima quando ha commesso numerosi errori cronometrici, di contro Manninger non ha sbagliato nulla, fortunatamente per il viterbese il vantaggio accumulato nella prima parte di gara gli ha consentito di bissare il successo dello scorso anno. Terzo gradino del podio per la tedesca Brigitte Benner su Suzuki Bandit 650 che si è aggiudicata anche il premio “Benelli” riservato alla prima donna classificata, la Benner ha preceduto la statunitense delle isole Hawaii Robin Webster.

Lungo testa a testa anche nella Eritage per mezzi costruiti dal 1914 al 1949, con i primi tre posti andati ad altrettanti collezionisti inglesi. Primo si è classificato Jeremi Lode su Rudge Ulster 500 del 1937, secondo David Jackson su  Brough Superior 990 del 1931 e terzo Nawal Saighai in sella alla Indian Tourer 1260 del 1929.

Infine bissa il successo dello scorso hanno nelle Cafè Racer Claudio Antonaci che ha preceduto l’americano Hugh Schink in sella a una rarissima Motobi Zanzani.

Il premio “Eleganza” messo in palio dal Museo Ducati e consegnato dal suo direttore Livio Lodi, riservato alla moto più originale è andato a una rara e conservatissima Ducati Mark3 450.

Il presidente del Moto Club Terni L. Liberati – P.Pileri Massimo Mansueti, dopo aver ringraziato tutto il suo qualificato staff, senza l’ausilio del quale sarebbe impensabile organizzare eventi di questo tipo, ha dato appuntamento ai partecipanti per il prossimo anno. Due le ipotesi di percorso: l’arco alpino occidentale o la Toscana, ma con partenza dalla riviera romagnola e tappa a Bologna dove il Motogiro è nato e sede storica della Ducati.

www.motogiroitalia.itwww.motoclub-terni.it

Ufficio Stampa Motogiro
Tivoli, 3 giugno 2019
Info: Celso Pallassini 328 8326609

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