NEWS DAL MOTOGIRO D'ITALIA

RIEVOCAZIONE STORICA DEL MOTOGIRO D’ITALIA
(33^ edizione)
Tomassini poker con brivido nella Rievocazione anni cinquanta
 Donadonibus domina la Rievocazione anni 60
le altre categorie a: Mattioli (Classic) – Hernest (Heritage) – Kassel (Motogiro)  Fortunati (Scooter)

Ancora un grande successo per la Rievocazione Storica del Motogiro d’Italia, organizzato dal Moto Club Terni L.Liberati – P.Pileri e realizzato in collaborazione con la Federazione Motociclistica Italiana e Internazionale che si è concluso sabato 25 Maggio a Bologna dopo sei tappe e oltre 1600 chilometri. Un’edizione in parte avversata dal mal tempo, tanto che ha costretto gli organizzatori ad annullare la terza frazione, quella che da Fontevivo (PR) ha portato i concorrenti a Villafranca di Verona, dove solo 20 dei 170 partenti erano riusciti a chiudere entro il tempo consentito. Da qui è scaturita la decisione “salomonica” della direzione organizzativa, di congelare la classifica al giorno precedente e riprendere regolarmente la gara con la quarta tappa. Il meteo non è stato clemente nemmeno nelle altre, ma alla fine non ha inficiato più di tanto gli sforzi degli organizzatori e dei concorrenti di portare a termine con successo questa trentatreesima gran fondo delle moto storiche, tanto che alla fine dei 175 verificati (203 gli iscritti), 139 hanno tagliato il traguardo finale posto a Zola Predosa, prima dello spettacolare arrivo in parata all’interno della Ducati Factory.

Ad aggiudicarsi la classe più prestigiosa quella della Rievocazione Storica che si è corsa dal 1953 al 1957, è stato il folignate Marco Tomassini in sella a una Gilera 175 SS del 1957. Il chirurgo umbro, uno dei massimi esperti mondiali di questo tipo di manifestazioni, iscrive così il proprio nome nell’albo d’oro per la decima volta, quarta consecutiva. Ma, in questa circostanza, la vittoria è arrivata con il brivido, infatti Tomassini ha chiuso a pari punti con l’eterno rivale e amico Eric Willelme. L’olandese della Guzzi Lodola in un primo momento era stato considerato il vincitore, proprio perché aveva dominato le speciali della tappa annullata, ma ovviamente l’annullamento ha azzerato tutto e così l’ampio margine conquistato è andato in fumo. Nelle tappe finali i due hanno proseguito battagliando spalla a spalla sul filo dei centesimi di secondo, poi come detto, l’epilogo con l’olandese che in prima battuta viene nominato vincitore, ma a seguito di ulteriori verifiche la differenza l’hanno fatta le vittorie nelle prove speciali, escluse quelle della tappa annullata e così Tomassini è salito per l’ennesima volta sul gradino più alto della Rievocazione Storica del Motogiro d’Italia. Il terzo posto è andato al lombardo di Merate Marco Bonanomi su MV Agusta 175 CSTL del 1955 che ha preceduto il corregionale Giacomo Viganò e il romagnolo Valter Barbieri, entrambi su Moto Morini 175 GT del 1954.

La Rievocazione Storica anni Sessanta che per la prima volta si è disputata con una propria classifica, rifacendosi al periodo in cui la gara si è svolta con la formula “regolarità” dal 1965 al 1967, ha visto primeggiare il bergamasco Pier Fabrizio Donadonibus su Lambretta Innocenti Gran Prix 200 del 1959. Il lombardo ha vinto tutte le tappe ad esclusione della quarta dove è stato preceduto dallo statunitense Hugh Schink su Moto B 250 Zanzani 6 tiranti del 1965 che alla fine chiuderà la classifica generale alle spalle del vincitore. Completa il podio Giovanni Zanetti (Norton Dominator 500) che ha regolato Vittorio Cataldo Gonzaga (BSA Lightning 650) e l’americano Barry Porter (MV Agusta 150 RS).

Tanti anche i partecipanti nella categoria Classic riservata alle moto costruite dai primi anni settanta alla metà degli anni ottanta. Qui si è imposto un altro esperto della regolarità, il lombardo Paolo Mattioli su Kawasaki KZ 440 C del 1970 che ha messo in fila il portacolori della MV Agusta 350 S Maurizio Paoloni e il plurivincitore di questa classe Andrea Angiolini su Honda XL 350R. Quarto ma lontano dal podio, Franco Granato (Moto Morini 3 ½) che ha preceduto Paolo Penzo (Ducati Scrambler 450).

La Heritage ha visto al via veri e propri gioielli di notevole valore non solo storico, fra questi una Sarolea 500 del 1931 condotta dal collezionista belga Olivier Cambier insieme alla moglie Nathalie Dereme come passeggera che sono stati veramente sfortunati, in quando costretti al ritiro per irreparabile guasto meccanico a pochi km dall’arrivo dell’ultima tappa. Questa categoria è stata vinta dal tedesco Ernest Rudolf su Gilera Saturno 500 Sport del 1947, alle sue spalle sono arrivati il ternano Luciano Liberati, nipote dell’iridato Libero al quale è intitolato il Moto Club organizzatore e l’ex motocrossista Italo Forni su una “conservatissima” Guzzi Sport 250 del 1935.

Come avviene da anni, sono molti anche gli appassionati che prendono parte alla manifestazione in qualità di turisti e che partecipano alla gara raggruppati nella categoria Motogiro. Qui ha primeggiato il tedesco Michael Cassel in sella alla Morini Corsaro Avio, alle sue spalle il giornalista Claudio Antonaci con la Benelli Imperiale che di pochi punti ha avuto la meglio sulla moglie del vincitore Brigitte Benner con una fiammante Triumph Trident 660.

Infine la categoria Scooter dove il bolognese Mauro Fortunati (Vespa PX 200 E) ha messo in riga il romano Franco Carboni (Vespa Rally 200) e il veterano della manifestazione Silvano Fabbri su Kimko New People. Da evidenziare la sfortunata prova dell’altro portacolori del Vespa Club Roma Francesco Muroni, scivolato nella quarta tappa mentre era saldamente al comando della gara, riportando la frattura di una gamba, ma che ha voluto seguire la manifestazione fino la fine, viaggiando sui mezzi dell’assistenza.

Tante le curiosità degne di nota che è impossibile riportarle tutte, ma non possiamo non segnalare la presenza e l’entusiasmo con cui hanno partecipato tre argentini in sella a altrettante Tehulche 75 4T, unica fabbrica del paese sudamericano fondata da un ingegnere immigrato italiano nei primi anni cinquanta e rimasta in attività per circa un decennio. Una moto leggera con un motore totalmente in alluminio a cascata di ingranaggi e con tecnologie avanzatissime per l’epoca.

Nell’anniversario della vittoria nel primo Motogiro della Benelli Leoncino con Leopoldo Tartarini, la casa pesarese ha partecipato con una squadra ufficiale affidata a tre giornalisti e all’ex iridato della 125 Pierpaolo Bianchi. In segno di continuità fra passato e presente la Benelli ha donato a due giovanissimi partecipanti, entrambi belgi, due caschi appositamente serigrafati per l’evento.

Altra squadra ufficiale in gara è stata la Honda Monkey, capitanata dal regista e documentarista Emerson Gattafoni e comprendente i giornalisti Gerard Rancinan, Donato Coco e Valeria Cagnoni. Oltre alle due squadre citate, hanno preso parte alla gara altre sette formazioni ufficiali. Tredici le federazioni presenti, in rappresentanza di tutti i continenti.

Al Motogiro ha partecipato anche Mimmy una dolcissima bassotta che dentro lo zainetto di Vittorio Catalano Gonzaga (BSA Lightining 650 del 1969) ha fatto tutto il percorso, comprese le prove speciali. Inutile dire che è diventata subito una star registrando il record di like.

Al via dell’ultima tappa anche il vicepresidente della Federazione Motociclistica Italiana Rocco Lopardo che all’arrivo ha dichiarato di essere soddisfattissimo per questa seconda giovinezza che sta vivendo il Motogiro, grazie anche all’indovinata formula delle due rievocazioni storiche: anni cinquanta e anni sessanta. “Auguro – ha concluso Lopardo – che si possa proseguire su questa strada all’insegna di: storia, cultura e sicurezza.”

In occasione dei saluti finali, grande commozione sia degli organizzatori che di tanti partecipanti che hanno pianto sincere lacrime di gioia. Nella circostanza il presidente del moto club Massimo Mansueti, dando appuntamento al prossimo anno, ha dichiarando che a breve sarà reso noto il percorso 2025 che al momento ha una sola certezza, un evento speciale che si terrà a Terni in occasione del centesimo anniversario della fondazione dell’omonimo Moto Club.

La Rievocazione Storica del Motogiro 2024 è stata realizzata in collaborazione con i comuni di: Castelfranco Emilia, Fontevivo, Mantova, Pisa, Ferrara, Sala Baganza, San Giovanni Lupatoto, Viareggio, Villafranca di Verona e Zola Predosa. Hanno supportato l’evento: Benelli, Misano World Circuit, Food Distribution by Serafini, SRF Spedizioni, Stegagno Trasporti S.P.A. e Stylmartin.

Cordiali saluti
Massimo, Laura, Daniele, Luigi e tutto lo staff del Motogiro d’Italia
Ufficio Stampa – Celso Pallassini

La tradizione italiana delle due ruote

LA STORIA

Il Motogiro d’Italia è la rievocazione storica della più antica e prestigiosa gara motociclistica italiana a tappe.
Nato nel 1914, il Motogiro tocca i suoi vertici grazie alla Federazione Motociclistica Italiana tra il 1953 e il 1957, quando diventa una vera e propria leggenda per gli appassionati delle due ruote. L’avventura finisce nel 1957, anno dell’abolizione di tutte le gare su strada dopo il terribile incidente alla 1000Miglia.

Il Motogiro ed il legame con il territorio

LE EMOZIONI

Anche nell’era digitale resta indissolubile il legame tra l’uomo ed il territorio. I luoghi evocano emozioni, sensazioni e voglia di scoprire per portare con sé le memorie dei viaggi intrapresi; in questo contesto il “Motogiro d’Italia” rappresenta l’occasione per molti appassionati di visitare strade e luoghi senza tempo. Sono molteplici le testimonianze di coloro che hanno intrapreso la competizione motociclistica anche come occasione per vivere l’Italia attraverso percorsi unici, borghi inaspettati e territori poco conosciuti.

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