TOMASSINI E ZANETTI VINCONO LE DUE RIEVOCAZIONI – PALONI LA CLASSIC
SAIGHAL LA ERITAGE – ANTONACI LA MOTOGIRO – NEGRO GROM LA SCOOTER
LE MOTO DEL MUSEO DELLA GUARDIA DI FINANZA AL VIA CON IL CAPO DI STATO MAGGIORE GENERALE GIUSEPPE ARBORE IN COMPAGNIA DEL PRESIDENTE FMI GIOVANNI COPIOLI
Si è conclusa sabato 30 maggio sul lungomare di Santa Lucia di Siniscola la trentacinquesima edizione moderna del Motogiro d’Italia, organizzato dal Moto Club Terni – Libero Liberati – Paolo Pileri e realizzato in collaborazione con la Federazione Motociclistica Italiana e Internazionale. Al termine di sei spettacolari tappe, per un totale di oltre 1600 chilometri, sono saliti sul gradino più alto del podio il folignate Marco Tomassini (Gilera Super Sport 175) classe Rievocazione Storica anni ’50; il lombardo Giovanni Zanetti (Norton Dominator 500) classe Rievocazione Storica anni ’60; il ternano Maurizio Paloni (MV Agusta 350) Classiche; il romano Claudio Antonaci (Benelli Tornado 550) classe Motogiro; l’inglese Nawal Saigal (Indian bicilindrica 500) classe Heritage e la torinese Chiara Negro Grom (Vespa PK 50) classe Scooter.
Sono undici (sei consecutive), le vittorie di Marco Tomassini nella classe più prestigiosa del Motogiro, quella che rievoca la gran fondo che si è corsa dal 1953 al 1957. Il pilota umbro, uno dei massimi esperti mondiali in competizioni di questo tipo, ha prevalso grazie alla vittoria nella prima e quinta tappa ma soprattutto posizionandosi sempre fra i migliori, anche nelle tre frazioni vinte dal lombardo Marco Bonanomi che in sella alla MV Agusta 175 CSTL è giunto secondo, pagando a caro prezzo alcune sfide contro il cronometro, in particolare nella penultima tappa. Terzo è arrivato Giacomo Viganò (Moto Morini GT 175) che ha relegato ai piedi del podio Paolo Mattioli (Morini Tre Sette Sprint 175) che di un soffio ha prevalso sull’inglese Jonathan Hewtson (Mondial FB Extra Lusso)
Tre vittorie, un secondo e un terzo posto, hanno garantito a Giovanni Zanetti di presentarsi all’ultima frazione con un margine incolmabile e aggiudicarsi con facilità la classe Rievocazione Storica anni 60, quando si tornò a correre il Motogiro sotto forma di regolarità. Il lombardo ha prevalso sulla coriacea “lady” statunitense Robin Webster (Ducati Monza 160) che conquista il podio alla sua decima presenza e che di un’inezia ha prevalso sul britannico Roger Manning, il quale, ha sua volta, ha avuto la meglio sui connazionali Ian Broughton e Peter Gill, tutti e tre in sella alle Honda bicilindriche 160 4T.
Altra categoria particolarmente affollata è stata la “Classic” dove il ternano Maurizio Paloni ha dominato con tre successi e altrettanti secondi posti in sella alla MV Agusta 350 del 1973. Dietro all’umbro è stata lotta serrata con ben cinque concorrenti racchiusi in una manciata di punti. A conquistare il secondo gradino del podio è stato Franco Granato (Moto Morini 3 ½ GT) che l’ha spuntata su Eligio Arturi (Guzzi Imola 350), Davide Valcamonica (Honda CBX400) e Carlo Molet (BMW R100).
Alla sua decima partecipazione il giornalista romano Claudio Antonaci, in sella alla Benelli Tornado 550 fornita ufficialmente dalla casa pesarese, ha vinto 5 tappe su 6, conquistando così la classe Motogiro riservata alle moto attuali. Alle spalle di Antonaci è giunta la tedesca Brigitte Benner (Triumph Trident 750) altra veterana del Motogiro che ha preceduto il connazionale Thomas Kueht (Aprilia Tuono V4RR 1000) e il tre volte iridato della 125 Pier Paolo Bianchi con la Benelli Leoncino 125 ufficiale. Quinto Aldo Vitali con la BMW 1250 R.
Infine, nella classifica a squadre si è imposta la Carate Brianza formata da Giacomo Viganò, Marco Tomassini e Marco Bonanomi che ha preceduto Romagna Mia e l’inglese Honda Run, molto più staccate tutte le altre.
Sei le tappe del Motogiro 2026, tre in linea e tre a margherita, con partenza e arrivo dalla stessa località per oltre 1600 km. Praticamente la carovana ha toccato tutti i capoluoghi di provincia e i centri più importanti dell’isola, con un unico comune denominatore: la bellezza dei tracciati, con strade a scarsissimo traffico e un asfalto ottimo, addirittura con guarda rayl “anti ghigliottina” e le accoglienze ricevute lungo tutto il percorso. Accoglienze alle quali hanno aderito anche numerose scolaresche che hanno incitato i concorrenti urlandone i nomi al loro arrivo e chiedendo autografi. Ovunque ha sostato la carovana, le associazioni del territorio, quali Pro Loco e Moto Club, spesso coordinate dai comuni, hanno fatto a gara a chi allestiva i tavoli più imbanditi, con primi, secondi, salumi e ovviamente formaggi di ogni tipo e stagionatura, il tutto sempre accompagnato da pane Carasau e vini doc. che in giusta dose, sono stati notevolmente apprezzati soprattutto dagli stranieri.
A ogni arrivo è stato sempre allestito il villaggio del Motogiro con strutture gonfiabili della Federazione Motociclistica Italiana, della Benelli, della Guardia di Finanza e ovviamente dell’organizzazione, con distribuzione di magliette, cappellini e gadget vari. Fra i tanti arrivi non si può non evidenziare quello di Nuoro alla prima tappa, con la partecipazione del Presidente della Federazione Motociclistica Italiana Giovanni Copioli e del capo si stato maggiore della Guardia di Finanza Generale Giuseppe Arbore che ha fatto il percorso in sella a una Guzzi V7 del 1971, facente parte del museo storico dei mezzi della GDF, mentre il presidente federale ha usufruito di una delle Benelli che la casa pesarese ha messo a disposizione del Motogiro.
La Federazione Motociclistica Italiana, oltre che con il presidente, ha seguito l’evento anche con il vicepresidente Giuseppe Bartoluccci che ha seguito tutta la manifestazione vivendola totalmente dall’interno, come se fosse un concorrente e che in occasione delle premiazioni finali, rivolgendosi ai partecipanti, ha evidenziato l’unicità dell’evento e l’elevata professionalità organizzativa raggiunta dalle donne e dagli uomini del Moto Club Terni, degna dei migliori standard internazionali.
Il Motogiro si è sempre caratterizzato anche sotto l’aspetto turistico culturale e anche in questa circostanza non si è smentito inserendo una sosta con visita alla necropoli Punica-Romana di Senorbi. Qui, il personale che gestisce la struttura, di una gentilezza rara, ha rifocillato e coccolato tutti i partecipanti con squisitezze uniche.
Fra le moto presenti, soprattutto fra quelle più anziane, si sono potute ammirare vere e proprie rarità come la Indian bicilindrica del 1936 portata in gara dal collezionista inglese Nawal Saigal e la Vincent-HRD Series A Rapide 1000 del 1938, nota come “The Plumber’s nightmare” (L’incubo dell’idraulico, a causa del suo incredibile intreccio di tubi di lubrificazione) guidata da un grande appassionato di Vincent: l’olandese Vincent Speet …quando si dice “Nomen omen”!
Un altro ammiratissimo gioiello è stato la Egli-Vincent Godet 1300, l’unica replica ufficialmente autorizzata dallo specialista svizzero Fritz Egli. La moto portata in gara dal francese Didier Rousseau è l’ultimo esemplare realizzato da Patrick Godet prima della sua prematura scomparsa. Fra le piccole cilindrate, in mezzo a tante Ducati, Gilera, Mondial, MV Agusta Benelli, MotoBi ecc. anche una Terrot 125 2T del 1956 guidata dal francese Lionel Mugnier, questa motoleggera è stata un mezzo popolarissimo in Francia negli anni 50/60, ma praticamente sconosciuto in Italia, perché non importato. Al via anche la prima moto venduta nei supermercati americani della catena Montgomery Ward, la Riverside 360 prodotta dalla Benelli, in esclusiva per quel mercato a partire dalla metà degli anni sessanta e guidata dal collezionista Tod Wallis.
A parte qualche innocua scivolata non si sono verificati incidenti di rilievo, aiutati in questo, da percorsi per lo più con scarsissimo traffico e con un fondo stradale perfetto, pur contrassegnato da migliaia di curve e tornanti. Dei 152 iscritti, 136 hanno effettuato le verifiche e di questi, 102 hanno tagliato il traguardo finale di Santa Lucia di Siniscola.
La cerimonia delle premiazioni, svoltasi sullo splendido terrazzo sul mare del Resort Alba Dorata di Orosei, è stata come di consueto molto ricca e quest’anno ulteriormente implementata, dall’estrazione a sorte fra tutti i concorrenti, di premi di particolare valore, offerti da diversi sponsor fra i quali Benelli Moto e Valnerina Tartufi. I premi dovevano essere ritirati immediatamente dai vincitori in loco, così non è mancato un vero e proprio “coupé de theatre” finale; infatti, per assegnare la Benelli 125 griffata Motogiro e offerta dall’organizzazione, ci sono volute quattro estrazioni e alla fine è uscito il numero 51, quello portato in gara dal tre volte campione del mondo Pierpaolo Bianchi che ha guidato per tutto il Motogiro una moto identica della quale era rimasto entusiasta, tanto che pensava di comprarla. Del tipo: “a volte la fortuna non è sempre cieca”.Nel saluto finale ai partecipanti, il presidente del Moto Club Terni “Libero Liberati – Paolo Pileri” Massimo Mansueti, dopo aver ringraziato particolarmente lo staff organizzatore composto da oltre 60 persone, ha anticipato che l’edizione 2027 del Motogiro proporrà interessanti novità e che, con molte probabilità, si svolgerà principalmente in Puglia, sempre a fine maggio.
Ufficio Stampa
Terni, 2 Giugno 2026 Celso Pallassini




