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RIEVOCAZIONE STORICA MOTOGIRO D’ITALIA
25^ edizione   
18 – 25 giugno 2016

GIACOMO VIGANO’ VINCE LA RIEVOCAZIONE STORICA 2016

Fabbri domina la classe Vintage – il tedesco Cassel si impone nella Classic a Tomassini la Motogiro Turismo.

Sette tappe quasi 2000 Km con arrivi e prove
speciali nelle piazze più belle del mondo.

Si è conclusa sabato pomeriggio a Terni, dopo quasi 2000 chilometri, la venticinquesima Rievocazione Storica del Motogiro d’Italia, la manifestazione di moto d’epoca, partita dalla stessa città il 19 giugno e organizzata dal Moto Club Terni L. Liberati – P.Pileri, in collaborazione con la Federazione Motociclistica Italiana.
terni
Al termine di sette tappe, con frazioni lunghe anche 400 chilometri, durante i quali i concorrenti e l’intera carovana ha attraversato tutto il nord est della penisola, con tappe a Ferrara, Trieste, Bled in Slovenia, Rovigo e Arezzo,  sostando in alcune delle piazze considerate universalmente fra le più belle del mondo, come quella dell’Unità d’Italia a Trieste o piazza Grande ad Arezzo, la vittoria finale nella classe più prestigiosa, la Rievocazione Storica, è andata al lombardo Giacomo Viganò in sella a una Morini 175 GT del 1956.
viganoNelle altre tre categorie in cui la gran fondo motociclistica era divisa, si sono imposti il bolognese Silvano Fabbri su Morini Corsaro 125 che ha vinto la Vintage,
vincitoriil tedesco Michael Cassel in sella a una stupenda Benelli 6 cilindri del 1973 che si è aggiudicato la Classic
cassel

e l’umbro di Foligno, Marco Tomassini, che con la sua BMW, ha dominato la categoria Turismo.

Ci sono volute quindici edizioni a Viganò per salire sul gradino più alto del podio di questa manifestazione che richiama direttamente il Motogiro agonistico degli anni cinquanta, quando alla gara di velocità prendevano parte anche 500 piloti ed era un eccezionale veicolo di promozione per le maggiori aziende motociclistiche del mondo, anche se viste le cilindrate con cui si correva, la stragrande maggioranza dei mezzi era di produzione italiana.  Il settantenne ex crossista di Ceriano Laghetto, ha compiuto veramente un impresa di altri tempi, infatti ha percorso più di metà gara con il cambio rotto, ha utilizzato solo la terza e la quarta e, se per i lungi tratti della pianura padana, questo non è stato un problema lo è invece diventato sui tornanti delle Alpi e soprattutto negli storici valichi degli Appennini in occasione delle ultime due frazioni.

marinoAl giro di boa a Bled, al comando della Rievocazione Storica c’era l’esperto romano Massimo D’Alessio con la Morini 175 Tresette Sprint, ma poi è incappato in due giornate no, sbagliando continuamente prove speciali e così al comando è passato Vigano, che però ha dovuto fare i conti con i problemi al cambio della sua moto, come già descritto. Decisiva quindi l’ultima tappa da Arezzo a Terni e proprio nella prima speciale cronometra svoltasi in salita, nella splendida Piazza Grande della città vasariana, l’handicap patito dalla moto di Viganò si è fatto sentire pesantemente incappando in numerose penalità che hanno permesso a D’Alessio di rifarsi sotto e giocarsi il tutto per tutto nella speciale conclusiva svoltasi della bella cittadina di Ferentillo a venti chilometri da Terni. Qui il romano ha nuovamente “litigato” con il cronometro, mentre Viganò è stato perfetto e così si è aggiudicato la vittoria finale. Una vittoria che gli è comunque costata molto, perché ha perso una scommessa fatta con i suoi amici e, al momento delle premiazioni, un concorrente, improvvisatosi barbiere, gli ha tagliato i suoi amati baffi, cosa che conservava gelosamente da bel mezzo secolo. Terzo, ma vicinissimo a D’Alessio si è classificato l’altro lombardo Paolo Mattioli ancora su Morini Tressette dopo un lungo testa a testa con l’olandese, più volte vincitore della gara, Eric Willemse su Guzzi Lodola 175 del 1956. Quinto in sella a una splendida e conservatissima MV Agusta CSTL del 1955 il lombardo Marco Bonanomi.
websterSempre in questa categoria una speciale nota la merita la statunitense Robin Webster una signora ultrasessantenne ma con lo spirito da ventenne che è partita dalle isole Hawaii, ha raggiunto Terni con un altro gruppo di americani del Colorado e della Florida, ha comprato una Morini 175 GT da un collezionista ed è partita per questa avventura dove alla fine è arrivata decima, precedendo anche diversi specialisti di gran fondo storiche.webster_2

Detto della categoria più prestigiosa, vediamo come è andata nelle altre, dove Silvano Fabbri, unico insieme a D’Alessio ad aver partecipato a tutte le 25 edizioni della Rievocazione Storica, non ha praticamente avuto rivali, vincendo cinque tappe su sei. L’unica che gli è sfuggita è andata al francese Anthony Tessier che ha gareggiato con la Lambretta 225 TT, con la quale vinse la categoria scooter del Motogirro di regolarità del 1967 e, che alla fine, ha chiuso al posto d’onore, precedendo il turco Ahmet Orhun con una BMW di mezzo secolo esatto.

Dominio tedesco nella Classic, riservata alle moto di cilindrata media, costruite fra la metà degli anni sessanta e la metà degli anni settanta, infatti dietro a Cassel che ha vinto tutte le tappe, si sono classificati i connazionali Stephan Herman e Tom Bolgher, entrambi su Honda 400.

Infine nella classe Turismo che ha visto una venticinquina di partecipanti, incontrastato dominio del chirurgo plastico umbro Marco Tomassini, grande esperto di gare di regolarità con ogni tipo di moto, che ha preceduto l’ex ingegnere minerario anch’egli grande affezionato del Motogiro, Marino Lino su LML Star 4T. Più staccato il ternano Luciano Liberati su BMW, nipote di Libero, primo pilota italiano a vincere un mondiale della classe 500 e al quale è intitolato il sodalizio ternano. Anche in questa categoria una menzione particolare per la tedesca Brigitte Benner che con la sua Suzuki è giunta quinta, ma è stata in lotta per il podio fino l’ultima prova.
gruppoA questa edizione del Motogiro si erano iscritti 102 piloti, ne sono partiti 86 e 62 sono entrati nelle classifiche finali. Ovviamente la lunghezza di alcune tappe e in particolare le ultime tre svoltesi anche con temperature molto elevate, hanno influito notevolmente sulla classe Epoca, che, nonostante i prodigarsi dei meccanici, non sono riusciti a permettere a mezzi di oltre sessanta anni, di arrivare alla fine della manifestazione. Unanimi i consensi espressi dai partecipanti per la scelta dei percorsi, delle sedi di tappa e per l’elevata ospitalità e il calore con il quale venivano accolti, sia lungo il tracciato che nelle sedi di tappa. Unica nota stonata la freddezza e un mancato senso di ospitalità ricevuto a Bled, dove l’organizzazione locale, pur profumatamente pagata, non è stata all’altezza di garantire il livello qualitativo richiesto, pur essendo in una città notoriamente turistica.

In occasione dell’ultima tappa, terminata la speciale di Ferentillo, una folta delegazione di partecipanti, guidati dal presidente del sodalizio ternano Massimo Mansueti, si è recata al piccolo cimitero della cittadina umbra  per rendere omaggio all’ex presidente del Moto Club Terni e ideatore della manifestazione, Paolo Rossi, deceduto lo scorso anno proprio al via della gara. Sulla sua tomba, all’interno della cappella di famiglia, è stata deposta la maglia commemorativa della venticinquesima edizione del Motogiro. Alla cerimonia erano presenti la moglie Luciana e la figlia Stefania che poi, in occasione delle premiazioni, ha salutato tutti i partecipanti. Alla serata finale ha partecipato anche l’ultimo vincitore del Motogiro agonistico del 1957, Remo Venturi, che quasi alla soglia dei novanta anni, ha ricordato con grande lucidità e colorita simpatia, i tempi epici delle competizioni e il suo rapporto con il conte Agusta quando correva  e mieteva successi con la MV, moto imbattibile in quegli anni.
ferentilloIl presidente de Moto Club Terni L.Liberati – P.Pileri Massimo Mansueti, nonché organizzatore della manifestazione, non ha anticipato nulla sui percorsi e le date della prossima edizione, ha detto soltanto che questa si farà regolarmente, verranno inseriti importanti novità, anche se manterrà rigorosamente il suo valore storico e culturale.


Comunicato edizione 2016 Motogiro d’Italia

 Dal 18 al 25 Giugno 2016 abbiamo programmato la “25^ edizione della rievocazione del Motogiro d’Italia, Memorial Paolo Rossi”. Nozze d’argento per questa edizione “Silver” del Motogiro tra il Moto club Terni Libero Liberati – Paolo Pileri e l’evento che vide la sua nascita nel lontano 1914.

Nel 2015 il “Motogiro d’Italia” ha ottenuto il riconoscimento della sua internazionalità da parte della Federazione Internazionale Motociclistica, la stessa ha inserito l’evento nella categoria “Vintage” insieme ad un’altra manifestazione che si terrà ad Andorra, quindi due manifestazioni al mondo del settore tra cui una proprio il “Nostro” evento.

L’edizione 2016 vuole essere un momento importante della storia della manifestazione, un Motogiro d’Italia per veri motociclisti, infatti alcune delle tappe saranno  lunghe come quelle originali degli anni 50 e come quelle che percorrevamo nelle prime edizioni della nostra rievocazione. Per la lunghezza di alcune tappe e la bellezza dei luoghi attraversati abbiamo pensato di trascorrere insieme un giorno in più del solito, tanto che le tappe previste saranno sette al posto delle solite sei, per un totale di otto giorni con le operazioni preliminari.

L’evento partirà e arriverà a Terni, la nostra città, che storicamente venne attraversata più volte nei percorsi degli anni 50. Così come vuole la tradizione della rievocazione, inventata dal caro amico allora Presidente della nostra associazione (oggi non più tra noi) Paolo Rossi, che diede i natali all’evento, con il supporto del sottoscritto e di Laura Cosimetti, mia moglie e da sempre segretaria di gara del Motogiro.

La prima rievocazione, prese il via a Giugno del 1989 ed è proseguita nel tempo salvo fatto che per gli anni 1994 e 1998, per la nostra organizzazione appunto in quegli anni della Milano Taranto sotto l’egida della FMI.


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    Massimo e Laura Mansueti e gli amici del Motogiro d’Italia
    Presidente del M. C. Terni “Libero Liberati – Paolo Pileri” ————-> segue>